“Il viaggio più difficile dell’essere umano è quello che conduce dentro se stesso alla scoperta di chi veramente egli è”

C. G. Jung

Al servizio di persone di ogni età:
adulti, adolescenti e terapia di coppia

Un percorso condiviso

Le forme della mia consulenza

Psicoterapia individuale per l’adolescenza

Psicoterapia per l’età adulta

Psicoterapia di coppia

Il viaggio più difficile dell’essere umano è quello che lo conduce dentro se stesso, alla scoperta di chi veramente è

C. G. Jung

Conoscenza
è autoconoscenza

Sono psicologa clinica dello sviluppo e delle relazioni, psicoterapeuta a indirizzo psicodinamico dell’età evolutiva e dell’adolescenza, psicologo analista in formazione presso il CIPA Merdionale. Il mio percorso professionale come psicologa clinica inizia con il conseguimento della laurea presso l’università degli studi di Bari nel 2001. Fin dal principio la mia attività si è concentrata prevalentemente sull’età evolutiva con particolare riferimento alla definizione di programmi di intervento per disturbi dello spettro autistico e disturbi dell’apprendimento. Con il passare degli anni ho sentito l’esigenza di approfondire la mia formazione, così nel 2009 ho deciso di iscrivermi al corso di specializzazione in psicoterapia a indirizzo psicodinamico presso L’Ido a Roma, conseguendo il titolo di psicoterapeuta dell’età evolutiva e dell’adolescenza nel 2013.

Da qui si avvia e pian piano si definisce il mio percorso professionale. Dopo aver dedicato i primi anni di attività, presso il mio studio professionale, principalmente all’età evolutiva, sento il bisogno di un cambiamento, di dare maggiore profondità allo studio della psiche individuale, maggiore e più profonda comprensione al dolore e alla sofferenza portata dai miei pazienti.

Nel 2018 decido di avviare la mia analisi personale, per arrivare all’iscrizione presso il Cipa Meridionale – dove sono tuttora in formazione.

Attualmente mi occupo di psicoterapia individuale per l’adolescenza e l’età adulta, secondo il modello junghiano.

Solo il guaritore ferito può guarire

C. G. Jung

Jung parlava dell’archetipo del guaritore ferito, di colui che tiene in sé due poli opposti: il guaritore e il ferito. Come Chirone, nel mito, così l’analista può comprendere la sofferenza dell’altro, riconoscendo e integrando la propria sofferenza, non come segno di debolezza o fragilità ma come strumento per poter entrare in contatto con l’altro.

“Non sono quello che mi è successo, sono quello che ho scelto di essere”

C. G. Jung

Le aree del mio intervento

Tutte le aree dei miei interventi

Disturbi di personalità

Disturbi del comportamento alimentare

Disturbo ossessivo-compulsivo

Disturbi d’ansia

Dipendenze patologiche

Disturbi affettivi

Altri disturbi

Perché il modello Junghiano

La terapia junghiana è una teoria psicologica d un metodo di indagine del profondo. Essa fa riferimento al complesso di teorie psicoanalitiche e di prassi psicoterapeutiche che riconoscono la loro origine nell’opera di Carl Gustav Jung (1875-1961), psichiatra svizzero, che fonda la psicologia analitica dopo la rottura del suo rapporto con Freud, di cui fu allievo e collaboratore. Jung se ne allontanò definitivamente nel 1913, quando amplia il concetto di libido, definendolo non più solo come la forza psichica che rappresenta l’istinto sessuale e che si manifesta nelle istanze pulsionali individuali. La libido si svuota della sua natura esclusivamente sessuale e passa ad assumere forme diverse di energia psichica che soprassiede a funzioni vitali superiori, sino alle manifestazioni più alte e più proprie dello spirito umano: motore di trasformazione individuale che si attiva e si dispiega in quello che Jung chiama processo di individuazione. Perno centrale della teoria junghiana, esso è definito come la tensione che spinge l’uomo alla ricerca della propria identità: il percorso attraverso il quale l’individuo diventa quello che da sempre è, un essere umano intero, inscindibile e differenziato dalla psiche collettiva conscia e inconscia: è un progressivo ampliamento della personalità, che conduce alla piena realizzazione del Sé. Il Sé rappresenta la totalità dell’individuo che include la dialettica tra la coscienza e l’inconscio. L’impossibilità o incapacità di effettuare tali trasformazioni, ossia di allargare e integrare progressivamente e coscientemente la sfera della personalità, interrompe il processo di individuazione, creando di conseguenza il disagio psicologico. Il sintomo non è più considerato solo come conseguenze di traumi rimossi, da scoprire e conoscere, ma diviene simbolo a cui approcciarsi con una prospettiva finalistica. Finalità della terapia è quella di rimuovere gli ostacoli che hanno potuto bloccare lo sviluppo e le trasformazioni della libido, impedendo all’individuo di utilizzare la propria energia vitale. La liberazione della libido porta al suo normale fluire e, quindi, al risanamento psichico: questo cammino terapeutico, prosegue un migliore adattamento del paziente al suo mondo interno ed esterno.

Il sogno rappresenta uno strumento fondamentale del lavoro analitico: inteso come ponte tra conscio e inconscio, porta alla luce immagini, simboli portatori di significati e di elementi trasformativi della personalità.

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino

C. G. Jung

Il processo di individuazione

La libido non più come istinto sessuale, ma come energia psichica regolatrice della vita umana Perno centrale della teoria junghiana è la tensione che spinge l’uomo alla ricerca della propria identità. Alla fine del percorso l’individuo diventa quello che da sempre era, un essere umano intero, inscindibile. È un progressivo ampliamento della personalità, che conduce alla piena realizzazione del Sé.


Il sintomo non è più considerato solo conseguenza di traumi rimossi, ma gli viene riconosciuta anche una funzione teleologica

La terapia punta a rimuovere gli ostacoli che hanno bloccato il processo individuativo del soggetto

Il cammino terapeutico migliora l’adattamento del paziente al suo mondo interno ed esterno

Il sogno è uno strumento fondamentale del lavoro analitico, un ponte tra conscio e inconscio


Psicoterapia come dialogo che richiede due interlocutori in cui poter superare l antica neutralità dell’analista

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